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martedì 27 giugno 2017

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L’autocostruzione

L’autocostruzione

 

Secondo un detto inglese, la scelta della barca sarebbe, dopo quella della moglie, la più importante nella vita di un uomo. Molti sostengono che una barca regala solo due momenti felici, quello in cui la si compra e quello in cui la si vende.

Comunque sia, la scelta della barca, già di per sé complessa, diventa ancora più impegnativa se siete orientati verso l'autocostruzione.

L'unica motivazione infatti realmente valida che dovete essere sicuri di avere per decidere di intraprendere questa strada è che sentite in voi il gusto della costruzione e considerate il farsi una barca un'attività piacevole, oltre che una stimolante avventura.

In altre parole la costruzione deve essere vista come un fine e non come un mezzo.

 

Le CAPACITA' richieste per costruire una barca non sono, contrariamente a quanto si crede, straordinarie. Le tecniche moderne ed in particolare l'uso delle resine epossidiche associate al compensato marino perdonano molti errori ed imprecisioni: anche il più inesperto riuscirà a farsi una barca che galleggia e naviga. Sarà forse leggermente asimmetrica, si vedranno le colature della resina, i paglioli non combaceranno perfettamente, ma la barca, se realizzata fedelmente al progetto, sarà sicura quanto una costruita in serie.

Se la capacità può anche essere limitata gli ingredienti di cui invece dovete disporre in abbondanza sono la pazienza, la costanza e il TEMPO.

Facendo un calcolo approssimativo, per costruire una barca di 7 metri un cantiere impiegherebbe circa 500 ore; un dilettante almeno il doppio. Questo significa che anche dedicando tutti i fine settimana alla costruzione servirà come minimo un anno e mezzo di lavoro.

Per quanto riguarda lo SPAZIO, quello minimo richiesto è pari all'ingombro della barca finita aumentato di un metro per ogni lato. Lo spazio deve essere coperto ma non necessariamente riscaldato.

Importante poi il kit, ovvero la SCATOLA DI MONTAGGIO che include tutti i materiali per la costruzione, i pezzi in legno o compensato già pretagliati, alberi, attrezzatura velica e vele, la quale andrebbe recuperata prima di iniziare ogni tipo di lavoro.

 

Una volta decisi al grande passo si tratta di iniziare. Le scelte da fare sono, nell'ordine:

- materiale di costruzione

- progetto

- autocostruzione totale o parziale

 

Il primo punto è talmente vasto da poter essere oggetto di interi volumi.

In generale, per barche non superiori agli 8 metri la scelta del LEGNO è per il dilettante una scelta quasi obbligata: il ferro e il ferrocemento non si prestano alle piccole dimensioni, l'alluminio richiede tecniche di lavorazione abbastanza sofisticate, quanto alla vetroresina, che con la tecnica del sandwich si presterebbe anche alla realizzazione di piccole unità, viene penalizzata dalla sgradevolezza del lavoro.

L'aspetto meno piacevole, oltre che meno sano, dell'autocostruzione è la necessità di levigare accuratamente lo scafo per renderlo liscio e predisporlo a ricevere la vernice. La costruzione in compensato marino o legno non elimina completamente questo aspetto ma lo minimizza.

Il compensato marino è il materiale più semplice da lavorare: non richiede particolari conoscenze della tecnologia del legno, si taglia facilmente e soprattutto basta montare pochi pannelli perché il fasciame dello scafo sia completato. È quindi il materiale ideale per i principianti. Impone tuttavia un limite e cioè che consente di realizzare solo scafi con carena a spigolo. È un limite più psicologico ed estetico che funzionale. Le qualità marine di una barca a spigolo possono essere identiche a quelle di una barca a carena tonda. Chi preferisce attenersi alla tradizionale carena tonda, il legno offre varie tecniche costruttive, quali il clinker (fasciame sovrapposto), lo strip planking (strisce longitudinali incollate) o il legno modellato (strati diagonali incrociati sovrapposti e incollati). Nessuna di queste presenta difficoltà insormontabili, ma il tempo richiesto è assai maggiore rispetto alla costruzione in compensato a spigolo.

L'offerta di PIANI DI COSTRUZIONE di imbarcazioni è vastissima ed è difficile non trovare ciò che si cerca tra i cosiddetti "stock plans". Si tratta di piani che i progettisti vendono "su catalogo”. Vengono offerti a prezzi relativamente modesti (da un minimo di 100.000 lire fino a un massimo di 700.000 lire per barche di 6/7 metri), almeno in rapporto a quanto costerebbe un piano di costruzione realizzato "ad hoc". I cataloghi più completi si trovano negli Stati Uniti, dove l'autocostruzione ha diffusione e tradizioni superiori a quelle degli altri paesi. La rivista di riferimento per gli appassionati è "Wooden Boat", nata da un piccolo gruppo di appassionati 20 anni fa e che oggi può contare su oltre 100.000 lettori. In Inghilterra le riviste che, con minori tradizioni e diffusione, scelgono questo settore sono "Classic Boat" e, da poco tempo, "The Boatman", pubblicato in Cornovaglia. Per chi sogna o desidera costruirsi lo yacht "de grand vagabondage océaniquè' (possibilmente in ferro, con attrezzature sovradimensionate e, dettagli fondamentali per conferire un carattere da "mari estremi", gli scalini sull'albero e la cupoletta in plexiglass per la timoneria interna) il mercato migliore è la Francia e la rivista da leggere è "Loisirs nautiques". Sfogliando gli annunci pubblicitari di queste riviste si possono dunque trovare gli indirizzi dei progettisti e ordinare cataloghi in grado di soddisfare ogni gusto ed esigenza.

 

In Italia la scelta non è vasta e, salvo qualche eccezione, solo recentemente gli architetti hanno iniziato a curare questo campo che viene giudicato poco remunerativo. In genere acquistando da catalogo i piani di architetti noti non si corrono rischi quanto alla qualità della barca: si tratta per lo più di barche sperimentate e prodotte in vari esemplari.

Per contro la qualità, la presentazione pratica, il grado di dettaglio del progetto possono essere molto diversi e sono del tutto indipendenti dal prezzo. È bene assicurarsi prima dell'acquisto che si tratti di piani espressamente studiati per l'autocostruzione. Solo questi infatti indicano nel dettaglio i dimensionamenti di tutti gli elementi della costruzione. Ancor più importante per chi non è esperto nel "tracciato" (cioè nel ricavare dalle linee d'acqua della barca le forme del fasciame trasferendole sul foglio di compensato) e che i disegni diano lo sviluppo in piano dei pannelli del fasciame. Nei disegni in lingua inglese in questo tipo di piani viene annotato "no lofting required" (non è necessario tracciare). Alcuni piani forniscono anche le sezioni in scala 1:1. Questo è molto utile per barche a carena tonda; per barche a spigolo i disegni in scala 1:10 (o, in America, più frequentemente 1:12, in cui ad un pollice corrisponde un piede) sono generalmente sufficienti per poter tracciare con precisione le forme delle paratie. L'ordine dei piani è il primo passo, indispensabile e ancora non irreversibile, per iniziare l'avventura dell'autocostruzione.

La fase successiva sarà quella di costruire un modello in scala.

 

 

GLI UTENSILI: CONSIGLI.

- Leggere un buon libro di falegnameria, per rendersi conto di quante cose si possono realizzare con l'utensile appropriato

- Comprare utensili di prima qualità, di dimensioni e di potenza adeguati. Uno strumento semi-professionale al posto di un giochino da bricoleur ripaga abbondantemente del maggior investimento iniziale. Per quanto riguarda gli utensili elettrici da banco, cioè fissi, quali sega circolare o a nastro e piallatrice, il prezzo d'acquisto per utensili di buona qualità è elevato. Si trovano tuttavia occasioni nel campo dell'usato e, a parità di prezzo, conviene un usato semiprofessionale ad un nuovo di tipo amatoriale

- Cercare di adoperare ogni utensile per l'uso a cui esso è specificatamente destinato e di avere per ogni esigenza lo strumento adatto

- Fare attenzione alla sicurezza per la salute e per i pericoli da evitare. Il primo aspetto riguarda l'uso dei prodotti chimici ed in particolare di resine epossidiche, vernici e solventi. Di ogni prodotto occorre conoscere i principali componenti, il relativo grado di tossicità, i rischi connessi con l'uso o con il contatto accidentale con la pelle e con gli occhi. Le istruzioni d'uso, soprattutto quelle concernenti la sicurezza, devono essere accuratamente lette e rispettate. Indossate sempre gli indumenti protettivi consigliati e, soprattutto, imparate a 'lavorare pulito". Servono solo un pò più d'attenzione, di ordine, di calma e la disponibilità a perdere qualche minuto di lavoro utile pur di non mettere a rischio la propria salute. È ben vero che imbrattandosi di resina epossidica o di vernice poliuretanica e poi pulendosi con il solvente si fa più in fretta e non si vede alcun danno immediato.

 

Si può anche pensare di star bene come prima. Ma se per centinaia di volte si insiste in questo comportamento sconsiderato il danno c'è, anche se può rimaner nascosto per altri vent'anni, ed è malauguratamente irreversibile. Prendendo le opportune precauzioni questo rischio diventa trascurabile. Anche la polvere di legno (in particolare di alcuni legni) può causare asma, bronchiti, irritazioni della pelle, può addirittura aumentare i rischi del cancro. Quindi respiratene il meno possibile, indossate sempre una maschera protettiva, usate levigatrici dotate di aspiratore, ventilate l'ambiente.Gli utensili da taglio, soprattutto le seghe circolari e a nastro, e tutta l'attrezzatura elettrica, espongono a rischi più evidenti e immediati. Per quanto riguarda gli utensili moderni, e in particolare quelli portatili, hanno solitamente adeguati accorgimenti di sicurezza, ma questo non deve spingere ad abbassare la guardia. Per ogni evenienza una cassetta di pronto soccorso e uno o più estintori devono essere a portata di mano.

 

 I PIANI IN ITALIA

   

La B.C.A.-Demco Kit di Milano (tel. 02/48708331) ha un catalogo di una quarantina di barche da 2,90 a 10 metri di progettisti esteri e italiani.

La Sibma Navale Italiana di Carignano (TO) - tel. 011/9697560) vende kit e progetti di barche in compensato marino di Mario ed Ernesto Quaranta.

Alcuni fra i più noti progettisti che propongono piani destinati agli autocostruttori sono:

Sergio Abrami di Brescia (tel. 030/398382)
Cabinati a vela e barche a motore

Franco Bertaccini di Forlì (tel. 0543/34443)
Piccoli cabinati a vela e pilotine anche in ferro

Carlo Bertorello di Napoli (tel. 081/7642905)
Cabinati a vela di aspetto tradizionale

Gabriele D'Alì di Milano (tel. 02/8323450)
Multiscafi

Rodolfo Foschi di Firenze (tel. 055/696190)
Barche a vela di varie dimensioni in compensato e in ferrocemento

Aldo Gatti di Milano (tel. 02/48005675)
Derive e piccoli cabinati

 

 

 
 
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